ddl 978

DDL 978: l’intimazione di pagamento dell’avvocato è vicina

Chi si occupa di recupero crediti lo sa bene: anche quando il credito è chiaro, documentato, non contestato da nessuno, bisogna comunque aspettare. Mesi, a volte. Il tribunale deve prima verificare tutto, anche le pratiche più semplici, e nel frattempo il creditore resta con i soldi bloccati e i costi che crescono.

È in questo scenario che è spuntata la notizia del DDL 978, presentata da molti titoli online come “l’addio al decreto ingiuntivo”. Peccato che le cose siano un po’ più complicate di così.

Cosa succederebbe con il DDL 978

Il disegno di legge, firmato dalla senatrice Erika Stefani, introduce nel codice di procedura civile una figura nuova: l’intimazione di pagamento dell’avvocato (art. 656-bis c.p.c.).

In pratica, l’avvocato del creditore potrebbe notificare direttamente al debitore un atto che intima il pagamento, senza passare prima dal giudice. Se il debitore non facesse opposizione entro 40 giorni, quell’atto diventerebbe da solo titolo esecutivo, con lo stesso peso di un decreto ingiuntivo non opposto.

Detta così sembra tutto molto efficiente. E in parte lo è. Ma è anche un cambio di equilibrio non da poco: una funzione che oggi è del giudice passerebbe nelle mani del legale di parte, e non a caso diverse associazioni di consumatori hanno già segnalato il rischio che i debitori meno informati possano trovarsi in difficoltà a reagire in tempo.

Dove siamo con l’iter parlamentare (l’aggiornamento che conta davvero)

Qui serve chiarezza, perché la maggior parte degli articoli online è già vecchia. Ecco cosa risulta oggi dai documenti del Senato:

  • il DDL è stato presentato nella XIX Legislatura;
  • la Commissione Giustizia del Senato ha approvato il testo, con il sostegno pubblico di AIGA;
  • il provvedimento aspetta ora il voto in Aula al Senato;
  • solo dopo, se approvato, passerebbe alla Camera dei Deputati, che dovrebbe a sua volta votarlo.

Quindi sì, ha superato un passaggio importante. Ma la strada non è finita, e il testo potrebbe ancora cambiare prima di diventare legge.

Vantaggi promessi, ma anche limiti concreti

Gli obiettivi della riforma restano quelli dichiarati fin dall’inizio:

  • accorciare i tempi della giustizia civile;
  • alleggerire i tribunali dai casi più semplici;
  • far arrivare più in fretta il pagamento dei crediti documentati e non contestati;
  • contenere i costi delle procedure monitorie.

Non tutto però rientrerebbe in questa nuova procedura. Il testo, così come sta oggi, prevede paletti precisi:

  • si applicherebbe solo entro i limiti di valore della competenza del giudice di pace;
  • sono esclusi i crediti bancari e quelli derivanti dalla loro cessione;
  • serve sempre una prova scritta del credito, secondo l’art. 634 c.p.c.;
  • l’avvocato che emettesse un’intimazione senza averne i presupposti si esporrebbe a responsabilità civile e disciplinare (art. 656-ter c.p.c.).

Quindi anche approvata, questa riforma non manderebbe in pensione il decreto ingiuntivo. Si affiancherebbe ad esso, e solo per una fascia specifica di crediti minori e pacifici.

E adesso? Cosa cambia davvero per chi ha un credito da recuperare

Se il DDL 978 arrivasse in fondo, molte prassi legate a onorari professionali, contributi condominiali o piccole fatture commerciali cambierebbero volto. Ma è un “se” che vale la pena tenere d’occhio, non su cui contare già oggi.

Al momento il recupero giudiziale del credito continua a passare dagli strumenti già in vigore, decreto ingiuntivo in testa. E chi ha un credito fermo, o ha ricevuto una richiesta di pagamento che non sa come interpretare, farebbe bene a capire con chi ne ha esperienza quale sia la strada più solida da percorrere adesso, non tra sei mesi.

L’Avv. Valentina Greco segue l’evoluzione di questa riforma da vicino, insieme alle altre novità che riguardano il recupero crediti, proprio per poter indicare ai propri assistiti la strategia giusta per il singolo caso: quella che funziona oggi, con gli strumenti disponibili oggi.

Hai un credito da recuperare o hai ricevuto una richiesta di pagamento che non sai come gestire? Compila il form per una consulenza con lo Studio Legale Greco.

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