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Truffe con bonifico bancario: 4 raggiri sempre più diffusi (e come difendersi)

Ogni giorno milioni di italiani eseguono bonifici online per pagamenti online, transazioni commerciali o per saldare fatture. Ma proprio dietro a queste operazioni apparentemente sicure si nasconde un rischio crescente: le truffe con bonifico bancario.

Negli ultimi mesi ho seguito diversi casi di clienti che si sono ritrovati con il conto svuotato, pur avendo agito in buona fede. Come è possibile? I criminali informatici affinano continuamente le loro tecniche e colpiscono con messaggi credibili, email ben costruite e richieste che sembrano legittime.

Vediamo insieme 4 truffe sempre più frequenti e come evitarle.

1. Il finto aggiornamento dell’IBAN del fornitore

Hai mai ricevuto un’email in cui un fornitore ti comunica un nuovo numero di conto corrente per effettuare un pagamento? Attenzione: potresti essere vittima di una frode del fornitore.

Questa tecnica viene usata nei confronti di aziende e liberi professionisti. I truffatori si inseriscono nella corrispondenza tra cliente e fornitore (attacco “man in the middle”), modificando solo l’IBAN della fattura. Il cliente esegue il bonifico, convinto di pagare il giusto destinatario, ma i soldi finiscono su un conto truffaldino.

Come difendersi?
Verifica sempre con una telefonata diretta al fornitore ogni variazione di coordinate bancarie. Non fidarti di email isolate, anche se sembrano autentiche.

2. Phishing bancario: messaggi falsi sempre più credibili

Il phishing è una delle truffe più note, ma continua a mietere vittime grazie a messaggi sempre più realistici. Può arrivarti un SMS o un’email che sembra provenire dalla tua banca, magari con un avviso urgente: “Operazione sospetta sul tuo conto”, “Accesso non autorizzato”, “Clicca qui per verificare”.

Cliccando, vieni reindirizzato a un sito identico a quello della banca, dove inserisci le tue credenziali. Da quel momento, i truffatori possono svuotarti il conto.

Come difendersi?
Non cliccare mai su link ricevuti via SMS o email. Digita manualmente l’indirizzo della tua banca nel browser e accedi solo da lì. Attiva l’autenticazione a due fattori e controlla sempre il mittente.

3. Il finto rimborso che ti svuota il conto

Questa truffa sfrutta il desiderio (legittimo) di ricevere un rimborso. Ti arriva un messaggio o una telefonata da un presunto operatore che ti informa di un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS o di una compagnia telefonica.

Per riceverlo, però, ti viene chiesto di inserire il tuo IBAN e un codice ricevuto via SMS. In realtà, quel codice autorizza un pagamento e non un incasso.

Come difendersi?
Nessun ente pubblico ti chiederà mai codici OTP per ricevere un rimborso. Se ti viene richiesto un codice via SMS o tramite app della banca, è quasi certamente un tentativo di truffa.

4. Il bonifico “di prova” (che non tornerà mai indietro)

Un’altra truffa diffusa è quella del bonifico di verifica. Un finto operatore, spacciandosi per la tua banca o per un ente pubblico, ti chiede di effettuare un bonifico “di prova” su un IBAN che ti verrà fornito per “testare” la tua operatività.

Il risultato? Hai appena trasferito denaro a un truffatore.

Come difendersi?
Nessuna banca ti chiederà mai di testare un bonifico. Ricorda: sei tu che autorizzi ogni movimento di denaro, mai il contrario.

 

Le truffe con bonifico bancario sono sempre più raffinate. Ma conoscere le tecniche più utilizzate è il primo passo per difendersi.

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