Il caso dei coniugi Alba e Francesco.
Alba e Francesco, una coppia di coniugi anziani e risparmiatori prudenti, si sono rivolti al mio studio dopo aver subito una grave perdita finanziaria: la banca aveva proposto loro e venduto azioni di propria emissione, non quotate su un mercato regolamentato.
Si trattava di strumenti illiquidi, ovvero privi di un reale mercato di scambio: gli unici potenziali acquirenti erano altri soci della banca, e quindi il valore dell’investimento era, di fatto, nullo.
La coppia non era stata adeguatamente informata dei rischi, né della natura dell’operazione. Inoltre, l’intero investimento era eccessivamente concentrato su un solo titolo, in palese contrasto con il loro profilo di rischio conservativo.
Ho promosso una causa civile per ottenere il riconoscimento della responsabilità dell’istituto nella violazione degli obblighi di informazione, correttezza e adeguatezza.
Il Tribunale ha accolto la domanda, riconoscendo che l’investimento era inadeguato rispetto al profilo dei clienti, troppo concentrato e carente di trasparenza. La banca è stata condannata a risarcire integralmente i danni, restituendo l’intero importo investito da Alba e Francesco.
Un caso emblematico di tutela dei risparmiatori e di contrasto a prassi scorrette nel collocamento di prodotti finanziari ad alta rischiosità.
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